Partito unico del Centrodestra?

Con il concretizzarsi della conferma al sequestro dei 49 milioni alla Lega di Salvini, gli scenari politici che si possono aprire risultano estremamente interessanti.

Da giorni si parlava di un possibile Partito unico del Centrodestra nel caso in cui alla Lega fosse confermato il sequestro dei fondi, uno scenario questo che sollevava molti dubbi, soprattutto a fronte di una incredibile tenuta dell’alleanza di governo che sta facendo galoppare i partiti di Di Maio e Salvini. Lo stesso Berlusconi, dopo la notizia del tribunale del riesame, si è affrettato a smentire la nascita di un Partito unico, sostenendo che la strada del rilancio di Forza Italia porti verso un Partito che non baratta le proprie radici ideologiche.

Al netto dei colpi a suon di comunicato stampa, la situazione politica richiede di valutare con più attenzione l’ipotesi di “Partito unico”; sì, perché nonostante i proclami si pone il problema dell’operatività della Lega. Gestire ed affrontare le prossime tornate elettorali senza la possibilità di accumulare risorse sarà estremamente difficile e certamente sarà necessario trovare soluzioni alternative.

Dall’altra parte Forza Italia sta vivendo un momento estremamente difficile. I sondaggi impietosi stanno preoccupando i dirigenti di Partito che fremono per trovare sponda nella Lega e salvaguardare le proprie posizioni, ma che ancora non mollano Berlusconi fino a quando il Governo non riuscirà a passare indenne lo scoglio del Bilancio dello Stato.

In questo clima, Salvini potrebbe decidere di finalizzare i propri risultati tentando di accorpare anche le anime più piccole di quello che veniva definito il “Centrodestra”, come Fratelli d’Italia, ansioso di trovare un partner per continuare a crescere.

Per cavalcare l’onda positiva, la Lega potrebbe addirittura abbandonare la propria denominazione (anche per questioni legali dovute al sequestro) per lanciare un movimento dal respiro più nazionalista in linea con l’atteggiamento fino ad oggi tenuto. Questo farebbe anche decidere a molti forzisti di fare definitivamente il salto, abbandonando un Partito evidentemente non in salute e con prospettive future più che incerte.

Se si dovesse riproporre uno schema su modello PDL ma con un forte taglio nazionalista ed euroscettico, potremmo assistere per la prima volta in Europa alla nascita di un movimento che potrebbe rappresentare quasi la maggioranza del Paese e che rimescolerebbe le carte della politica internazionale.

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