Qualcosa di speciale (Film, 2009)

Parlo poco di cinema nordamericano, soprattutto di quello prodotto dalle major come la Universal Pictures, a parte i film Marvel, mia insana passione sin dai tempi dei fumetti Corno. Faccio un’eccezione per questa pellicola che definirei un ibrido tra il dramma sentimentale e la commedia agrodolce con lieto fine assicurato, perché costruita su una solida sceneggiatura e non del tutto americana nel senso deteriore del termine.

In breve la trama. Ryan Burke elabora il dolore della perdita della moglie dopo un incidente automobilistico scrivendo un libro di successo e aiutando gli altri a superare la crisi da scomparsa di una persona cara. Ryan diventa un guru e viene chiamato ovunque a tenere corsi su tale tema, anche a Seattle, città dove vivono i genitori della moglie scomparsa. Ryan conosce Eloise, una fioraia che si è appena lasciata dal fidanzato, e se ne innamora, ma per lui non è facile iniziare una nuova relazione, perché non ha ancora elaborato il suo dolore. La ragazza aprirà gli occhi all’uomo e lo convincerà ad affrontare le ombre del passato che ancora albergano nel suo cuore, conducendo l’azione verso un sorprendente finale.

Qualcosa di speciale di Brandon Camp è un buon film ben ambientato, fotografato in maniera nitida, girato e sceneggiato con stile lineare tra i grattacieli avveniristici di Seattle e le sue foreste nordiche. Interpreti molto bravi, al punto che si perdonano certi dialoghi da soap opera e situazioni viste mille volte, tipiche del più deleterio cinema americano. La storia viene resa credibile ed è sceneggiata secondo la tecnica del colpo di scena e in maniera così elegante da far affezionare lo spettatore ai personaggi, mai macchiette monodimensionali, ma persone reali. Il tema di fondo consiste nel saper affrontare le proprie paure, nel riuscire a ripartire dopo una sconfitta bruciante che la vita ti ha riservato. Il regista – anche sceneggiatore – lo affronta senza didascalie e con grande concretezza, mostrando i progressi compiuti da chi sta elaborando un dolore, fino alla catarsi finale dello stesso protagonista, spinto a fare outing di fronte a un’intera platea.

Un film consigliato, passato di recente su Rai Due, che potete ancora apprezzare su RaiPlay.

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Regia: Brandon Camp. Sceneggiatura. Brandon Camp, Mike Thompson. Fotografia: Eric Alan Edwards. Montaggio: Dana E. Glauberman. Effetti Speciali: Alex Burdett. Scenografia: Leslie Beale. Musiche: Christopher Young. Trucco: Tammy Baker. Costumi: Trish Keating. Casa di Produzione: Universal Pictures. Distribuzione. 01 Distribution (Italia). Titolo originale: Love Happens. Durata: 109’. Genere: Sentimentale, Drammatico, Commedia. Interpreti: Jennifer Aniston (Eloise), Aaron Eckhart (Ryan Burke), Dan Fogler (Lane Marshall), Judy Greer (Marty), Martin Sheen (suocero di Ryan), Frances Conroy (madre di Eloise), Joe Anderson (Tyler), John Carrol Lynch (Walter).

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 [NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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