Europarlamento e UNWTO, accordo per il turismo

La recente crisi economica ha avuto effetti in tutti i settori economico-produttivi e quindi anche nel turismo. La Commissione Europea non poteva, di conseguenza, non considerare con la dovuta attenzione la crisi del settore e la sua importanza sia per la sussistenza e lo sviluppo delle PMI che del “Mercato Interno” del settore industriale che di quello legato al mondo dell’imprenditoria dei singoli Paesi dell’Unione

E’ stata proprio la Direzione generale del Mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle PMI della Commissione Europea che, per promuovere un turismo europeo sostenibile e di qualità, ha incrementato i propri interventi normativi valutando la sua importanza in quanto attività economica e la sua importanza come strumento per la promozione dei valori d’impronta europeista in risposta a un euroscetticismo, innescato dalla crisi economico-finanziaria, che si è fatto sentire, trasversalmente, in tutta l’Unione, e che potrebbe raggiungere una portata preoccupante.

Non possiamo non ricordare come l’Europa sia la prima destinazione turistica al mondo ed è per questo che la politica europea del turismo sia protesa a mantenere tale primato anche attraverso un’offerta turistica differenziata e sostenibile. In base a quanto definito dal Trattato di Lisbona (artt. 6 e 195) ricordiamo, il turismo rientra tra gli obiettivi UE.

L’Unione “potrà agire a sostegno delle iniziative dei diversi Paesi” senza però mai interferire in modo radicale nella loro autonomia decisionale nelle politiche turistiche e potrà sostenere gli Stati membri per la promozione della competitività delle imprese che lavorano in questo settore, fissando quattro obiettivi prioritari: stimolare la competitività del settore turistico in Europa; promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualità; consolidare l’immagine e la visibilità dell’Europa come “insieme di destinazioni sostenibili e di qualità”; massimizzare il potenziale delle politiche e degli strumenti finanziari dell’UE per lo sviluppo del turismo a cui si vanno ad aggiungere la valorizzazione, attraverso un apposito marchio del patrimonio comune dell’Europa; alla creazione di un “osservatorio virtuale del turismo”; alla redazione di una “Carta” del turismo sostenibile e responsabile e al rafforzamento della cooperazione tra l’Unione, i Paesi del Mediterraneo e i Paesi emergenti (Bruxelles, 30/6/2010 COM – 2010 – 352 definitivo. Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni. “L’Europa, prima destinazione turistica mondiale – un nuovo quadro politico per il turismo europeo), nella quale viene rivolta un’attenzione particolare alla tutela e alla valorizzazione dei patrimoni naturali e culturali dei diversi Paesi, nonché all’impatto sociale e di coesione territoriale, in raccordo a quanto definito nella Strategia 2020 per la promozione di una crescita economica intelligente, sostenibile ed inclusiva.

In questo senso appare evidente l’importanza della firma del Protocollo d’intesa tra il Parlamento Europeo e l’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) appunto per lo sviluppo del turismo. E’ stato firmato da qualche giorno dal Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, e il Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite, Zurab Pololikashvili con l’obiettivo dichiarato di promuovere e potenziare la cooperazione e le sinergie tra le due Istituzioni per lo sviluppo del turismo e delle attività produttive ad esso collegate in Europa.

Protocollo che si va ad inquadrare nell’Anno del turismo Europa-Cina 2018 – Accordo di cooperazione turistica Italia/Cina, sottoscritto dal Sottosegretario di Stato On.le Dorina Bianchi e Jiang Du, Vice-Chairman China National Tourism Administration – tenuto conto del 13° Piano Quinquennale Cinese (2016-2020) e del Piano Strategico per il Turismo Italiano (2017-2022), durante il quale si sono prefissi di realizzare una serie di linee di cooperazione, dare vita a diverse campagne di marketing, incontri business-to-business per gli operatori turistici finanziati dal Programma COSME.

La UE vorrebbe in questo modo raggiungere un aumento annuale almeno del 10% dei visitatori cinesi nei Paesi membri, che tradotti in termini economici vogliono dire almeno un miliardo di euro annui per l’industria turistica dell’Unione e una stima di 200 accordi di partenariato tra le imprese UE e quelle Cinesi. “Nei prossimi 10 anni il turismo può creare oltre 5 milioni di nuovi posti di lavoro… l’Europa non deve lasciarsi sfuggire questa opportunità… attraverso la crescita del turismo possiamo offrire prospettive reali alle nuove generazioni e promuovere settori strategici dell’economia come i trasporti, il commercio, beni di lusso, costruzioni navali e non solo, prodotti agroalimentari e industrie culturali e creative…. non possiamo aspettare che questo avvenga da solo, dobbiamo lavorare anche con l’UNWTO per migliorare la nostra competitività e le nostre capacità, affrontando adeguatamente le sfide della digitalizzazione e promuovere l’Europa come destinazione turistica numero uno al mondo” afferma il Presidente Tajani.

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