Blade Runner 2049 (Film, 2017)

Un grande omaggio al Blade Runner di Ridley Scott del 1982 ambientato in una Los Angeles distopica del 2019, mentre qui (con la regia di Denis Villeneuve) ci troviamo nel 2049, un futuro non così lontano descritto come apocalittico. Harrison Ford è l’attore che fa da filo conduttore tra il primo film e il sequel, ancora una volta Rick Deckard, ma entra in scena soltanto nella parte finale della vicenda. Il vero protagonista è Ryan Gosling nei panni dell’Agente K, il blade runner cacciatore di androidi di vecchia generazione. Philip K. Dick è alla base di tutto, con il romanzo capolavoro Il cacciatore di androidi (1968), sceneggiato da Hampton Fancher e Michael Green.

Il tema fantascientifico del primo film portava a conoscere una società del futuro dove dei replicanti venivano impiegati come forza lavoro mentre i blade runner erano agenti segreti incaricati di domare i ribelli e i fuggiaschi. In questo sequel troviamo androidi di nuova generazione che hanno preso il posto dei vecchi e si vedono assegnare il compito di fare pulizia, ritirando dalla circolazione modelli desueti, in fuga, isolati dal resto della comunità, per eliminarli definitivamente. L’Agente K viene investito di un incarico molto delicato: ritrovare un bambino partorito in punto di morte da una donna androide. A un certo punto della storia si convince di essere proprio lui a incarnare quel miracolo della natura. Non anticipiamo altro perché il colpo di scena finale non va rivelato, basti sapere che non tutto è così scontato come può sembrare.

Ridley Scott voleva da tempo girare un sequel del suo capolavoro, dopo alcuni tentativi di web serie e di corti ci è riuscito piuttosto bene, affidandolo al canadese Villeneueve e ritagliandosi il ruolo di produttore. Blade Runner 2049 ha lo stesso ritmo e identici tempi cadenzati dell’originale, la solita struttura da cinema d’autore ambientato nel futuro, il medesimo impatto visivo sconvolgente e futuristico. Un film che sta a metà strada tra il thriller visionario, il noir crudo e violento e il fantastico puro, ma che piacerà a chi è abituato a vedere il miglior cinema d’autore. Villeneuve e Fancher analizzano il rapporto padre – figlio, dotano il loro androide di ultima generazione di sentimenti, gli scrivono persino una storia d’amore struggente con un ectoplasma, ambientando la vicenda in un futuro governato da una multinazionale che tiene tutti sotto il suo giogo repressivo. Non manca l’azione tipica del cinema di genere, ma non è la cosa più importante, come non lo era nel primo Blade Runner di cui rispetta tutto, persino il montaggio compassato. Colpi di scena, tensione, momenti palpitanti, lasciano il posto a lunghe riflessioni sul tema della vita, sulle cose miracolose che accadono, con dialoghi stile il mitico “Ho visto cose che voi umani…”. Scenografie apocalittiche e futuriste, strade con automobili volanti, ectoplasmi che pubblicizzano prodotti, donne gigantesche che promuovono loro stesse, che ricordano la Ekberg di felliniana memoria ne Le tentazioni del signor Antonio (1962). Tre D usato con parsimonia, a nostro avviso persino inutile, che comunque non toglie né aggiunge niente a un ottimo prodotto.

Interpreti molto bravi, con un sofferente Harrison Ford, spalla perfetta del bravo Ryan Gosling, ma anche i ruoli femminili sono ben ricoperti da Ana de Armas e Sylvia Hoeks. Sceneggiatura priva di punti morti, con il pregio di non abbandonarsi al cinema fracassone che va tanto di moda, ma di ripercorrere tutte le suggestioni di un capolavoro degli anni Ottanta. Da vedere senza pregiudizi.

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Regia: Denis Villeneuve. Soggetto: Philip K. Dick. Sceneggiatura: Hampton Fancher, Michael Green. Fotografia: Roger Deakins. Montaggio: Joe Walker. Musiche: Johann Johannsson, Hans Zimmer, Benjamin Wallfisch. Scenografia: Dennis Gassner. Produzione: Cynthia S. Yorkin, Bud Yorkin, Broderick Johnson, Andrew A. Kosowe, Ridley Scott. Casa di Produzione: Alcon Entertainment, Thunderbird Entertainment, Scott Free Production. Distrivuzione: Warner Bros Pictures. Interpreti: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas, Sylvia Hoeks, Jarad Leto, Robin Wright, Mackenzie Davis, Carla Juri, Lennie James, Dave Bautista, Barkhad Abdi, David Dastmalchian, Hiam Abbass, Wood Harris, Edward James Olmos.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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