Un amore americano (Film, 1994)

Un amore americano di Piero Schivazappa viene girato per il cinema nel 1991, tra Urbino e lo stato americano dello Iowa, ma non trova distribuzione, quindi viene riciclato come pellicola televisiva e va in onda per la prima volta il 20 febbraio 1994, su Rete 4.

In breve la trama. Carlo Fossalto (Delle Piane) è un professore di letteratura italiana dell’Università di Urbino incaricato di tenere un corso nell’Università dello Iowa. La sua assistente è la bellissima Greta (Shields), giornalista per passione che lo accoglie per farlo sentire a suo agio, lo segue nelle sue ricerche e va in gita con lui sul Mississipi. Greta è fidanzata con George, un allevatore di maiali che pensa soltanto al denaro, mentre Carlo ha lasciato la moglie a casa con la figlia e il nipotino ammalato. Tra i due sboccia un amore a senso unico, un sentimento impossibile che riguarda soltanto il professore, mentre la ragazza prova simpatia per un uomo più anziano di lei. Il film presenta un’improvvisa svolta noir con un delitto commesso da una banda di malviventi in un locale jazz gestito da due amici di Greta. La bella aspirante giornalista risolve il caso e fa condannare gli assassini, ma poi è il professore che le salva la vita in modo rocambolesco. Carlo e Greta si confideranno a vicenda un segreto, in tempi diversi, che li farà apparire reciprocamente meno candidi, ma soltanto alla fine Carlo capirà che Greta ha letto la sua lettera d’amore mai spedita, conservata nel cassetto insieme agli appunti scritti per un convegno. La vita riporta entrambi alle cose di tutti i giorni, per il professore resterà solo il ricordo di un amore americano, mai sbocciato fino in fondo.

Il film è l’ultimo lavoro di Piero Schivazappa (1935), mostra un evidente stile televisivo, tipico del suo autore, modificato in parte da una suggestiva fotografia di D’Ettorre Piazzoli, che immortala magici tramonti sul Mississippi e alcune sequenze americane a base di grandi spazi e deserti bruciati dal sole.

La storia è sceneggiata come una telenovela e i personaggi non presentano grande spessore drammatico, soprattutto le figure di contorno come George, il fidanzato di Greta che alleva maiali. Lo spettatore finisce per affezionarsi soltanto al timido professore innamorato, reso con bravura da un Delle Piane adatto al ruolo, e alla bellissima Greta, che Brooke Shields tratteggia con sensualità, mostrando pochissimo e facendo intuire molto. Alla fine si comprende che entrambi sono meno puri di quel che vorrebbero far apparire, perché il professore ha ingannato un amico per farsi assegnare la missione americana, mentre la ragazza è andata a letto con un produttore per ottenere un impiego come giornalista alla NBC. Tratteggiato molto bene il personaggio del professore che incita i suoi alunni a mettersi in gioco, a rischiare, ma è lui il primo a non aver mai creduto nei suoi mezzi e a non aver mai osato. La passione per il basket  ne fa un uomo normale, non solo dedito agli studi e alla poesia di Ezra Pound; lo vediamo quando incontra un idolo del passato che insegna educazione fisica nell’Università e quando si dichiara tifoso della Scavolini durante un incontro al palazzetto.

Il film è anche una sorta di cartolina turistica americana, vissuta on the road, dal Buffallo Bill Museum ai barconi sul Mississippi, passando per le piantagioni di mais (e il rumore che fa il mais quando cresce). Magari stona il pizzico di noir all’interno di una storia prettamente sentimentale, ma serve per giustificare certe scelte a livello di trama. In definitiva un discreto tv movie, una sorta di fotoromanzo thriller, una storia d’amore mai sdolcinata che finisce nel modo giusto, accompagnata da una stupenda colonna sonora a base di sonorità jazz e country. Alla fine il professore confessa di ricordare dell’America soltanto il rumore dei cubetti di ghiaccio, ma non è sincero, perché il languido ritorno a Urbino e alla vita quotidiana gli fa capire che il ricordo più vero e inossidabile sarà sempre il suo impossibile amore americano.

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Regia: Piero Schivazappa. Soggetto e Sceneggiatura: Cesare Bornazzini, Andrea Galeazzi, Piero Schivazappa. Collaborazione alla Sceneggiatura: Melania Gaia Mazzucco, Luigi Guarnieri. Fotografia: Roberto D’Ettorre Piazzoli. Colore: Telecolor. Montaggio: Amedeo Salfa. Musiche: Amedeo Tommasi. Edizioni Musicali: Canale 5 Music. Ambientazione: Thomas Beall. Costumi: Graziella Virgili. Suono: Raffaele De Luca, Chat Gunter. Direttori di Produzione: Francesco Guerrieri, Fred Chalfy. Produttori: Antonio Avati, Giorgio Leopardi. Produzione: Reteitalia, Duea Film, Unione Cinematografica (in associazione). Collaborazione Riprese a Urbino: Studio Cinema di Cesare Bastelli. Distribuzione: Silvio Berlusconi Communication. Doppiaggio: Mar International. Direttore Doppiaggio: Marco Guadagno. Aiuti Regia: Enrico Mastracchi Manes, Federico Skuras Quadrani. Segretaria di Edizione: Mariantonia Avati. Casting: Dennis Hitchcock. Pittore di Scena: Peter Dombek. Operatore alla Macchina: Maurizio La Monica. Fotografo di Scena: Steve Moes. Durata: 110’. Genere: Commedia Sentimentale. Interpreti: Brooke Shields (Greta) – doppiata da Alessandra Korompay -, Carlo Delle Piane (professor Fossalto), Richard Joseph Paul (George) – doppiato da Roberto Pedicini -, Graziella Polesinanti (Adele), Memè Perlini (Petri), Kate Guimbellot (Lena), Joey Garfield (Vincent), Emile Levisetti (Walter).

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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