Oggi il gigante Netflix. E domani?

Una grande piattaforma che distribuisce contenuti in streaming e on demand come serie televisive, film, documentari e contenuti per bambini ad un prezzo economico e a consumo illimitato: questo è il gigante Netflix.

Netflix è un’industria americana fondata nel 1997, che nasceva inizialmente con una banale offerta di noleggio di DVD e di videogiochi, ma che dal 2008 ha attivato un efficientissimo servizio di video “streaming online” e “on demand”. I fondatori sono Reed Hastings (1960 – Boston, Massachusetts) e Marc Randolph (1958 – Chappaqua, New Castle). Hastings iniziò a pensare ad una piattaforma come Netlflix dopo aver pagato una multa salatissima a Blockbuster per non aver restituito un VHS entro i tempi prestabiliti; voleva cambiare qualcosa nella scena del mondo dell’audiovisivo, creare cioè una piattaforma con un costo fisso mensile senza obblighi o multe. Da qui nacque Netflix.

Nel 2000, prima del fallimento della storica casa distributrice di videocassette, Hasting propose l’apertura di un nuovo mercato di film in streaming che però i proprietari di Blockbuster sottovalutarono e lo rifiutarono, reputandolo solo “un piccolo business di nicchia”. Blockbuster fallì dopo pochi anni.

Marc Randolph è il co-fondatore e CEO di Netflix.  Anche lui aveva in mente una rivoluzione nella fruizione dell’audiovisivo, voleva creare una libreria virtuale di film attraverso il commercio elettronico. Così le due menti diedero alla luce “Netflix”, sicuramente aiutati dalla velocità dello sviluppo tecnologico e dal fallimento delle industrie di distribuzione “materiali” (proprio come Blockbuster). Si può dire che cavalcarono la cresta dell’onda per arrivare dove sono ora: in cima al castello.

Agli abbonati viene offerto un mese di visione gratuita per poi passare ad un canone mensile secondo la tariffa scelta. Nel 2010 arriva anche in Europa, portando naturalmente una concorrenza spietata alla nostra industria televisiva. Dal 2016 Netflix è disponibile in più di 190 paesi in tutto il mondo, diventando il “re del settore streaming – on demand” e arrivando ad un ricavo di 8,30 miliardi di dollari solo nel 2016. Dal 2012 Netflix ha guadagnato più di 1.750 milioni di dollari sul territorio europeo, raggiungendo negli ultimi tre mesi ben 7 milioni di abbonati, di cui 5,1 milioni non sono cittadini statunitensi. Questi dati lasciano intendere la dominanza assoluta ed il successo di Netflix anche e soprattutto fuori dal suo territorio d’origine.

Netflix ha annunciato la sua ultima offerta per il mercato europeo proprio durante la recente Conferenza sui media tenutasi a Berlino il passato aprile, mostrandosi sempre più interessata al mercato europeo ed intenzionata ad espandere il suo business. Sono disponibili tre piani tariffari mensili. Il primo è quello da 7,99 euro con il quale si possono vedere contenuti in forma limitata ed attraverso un solo dispositivo, un altro è quello da 9,99 euro, in cui si aggiungono contenuti e la possibilità di utilizzare il servizio su due dispositivi ed in formato HD. Ed infine l’ultimo piano tariffario che è quello da 11,99 euro in cui si possono vedere tutti i contenuti su più di tre dispositivi ed in formato HD, e quando è possibile anche in ultra HD. Da poco hanno inoltre aggiunto la funzionalità di poter scaricare contenuti per poi vederli in un secondo momento offline. Tutto questo attraverso la App di Netflix, scaricabile su qualsiasi dispositivo Apple come su quelli con sistema operativo Android.

Tra le serie più gettonate in Europa troviamo Narcos, che ripercorre la vita del narcotrafficante colombiano Pablo Escobar, per la quale è stata lanciata una pubblicità interminabile e sulla quale Netflix, dato il successo scaturito dalla serie, ha fatto leva per emergere ancora di più sul mercato mondiale. A seguire Orange is the new black, la storia di una ragazza bianca di classe media costretta a passare 15 mesi in un carcere femminile nel Connecticut e la nuovissima serie Tredici che racconta misteriose vicende legate alla morte di una giovane liceale.

Questo è il “gigante Netflix” che ha completamente invaso il panorama televisivo europeo, dando filo da torcere a tutte le industrie televisive che si sono viste messe da parte per mano di una piattaforma streaming economica e con un’offerta di contenuti quasi infinita. Netflix è la dimostrazione di una grandissima operazione di mercato e di marketing strategico. La trasversalità Netflix è data dal fatto che può esser considerato uno strumento di mercato con un valore a 360 gradi, in cui interagiscono diversi fattori: la fruizione di contenuti streaming, il recente fenomeno della “serie-dipendenza”, le nuove tecnologie, il geomarketing ed infine l’immancabile interazione con qualsiasi dispositivo mobile, attraverso cui poter vedere le serie.

Il mercato unico digitale è finalmente arrivato anche in Europa, grazie alla possibilità di abbattere il roaming dati sui contenuti proveniente dall’estero. Questo naturalmente non sarebbe stato possibile senza il provvedimento emesso dall’Europarlamento che ne ha consentito il via libera e quindi la relativa eliminazione delle barriere imposte dal geo-blocking (che comunque ancora prevede una portabilità limitata a periodi). La crescita di Netflix coincide dunque con la fine del cosiddetto “geo-blocking” e con la possibilità quindi di poter usufruire della piattaforma streaming da qualsiasi Paese della Comunità europea e non solo. Naturalmente la lingua sarà quella del Paese dal quale si effettuerà l’accesso; mentre i contenuti originali saranno sempre disponibili nella lingua d’origine.

Pur avendo aggredito e invaso il panorama audiovisivo europeo, Netflix ha anche aspetti positivi per l’intero mercato. Ad esempio, da quando c’è Netflix, si è drasticamente ridotta la pirateria digitale, la visione illegale attraverso Internet di qualsiasi contenuto a pagamento.

Il modello dell’industria culturale americana ha colpito ancora una volta, facendo centro sui modelli di consumo degli europei, che si sono drasticamente e “felicemente” abituati al cambio di “fruizione commerciale” di origine statunitense. E Netflix è senza dubbio la ciliegina sulla torta che contribuisce alla realizzazione di questo fenomeno. Non è una novità che la “serie tv-dipendenza” arrivi dagli Stati Uniti che già consumano questo prodotto da anni, mentre in Italia siamo rimasti alle Soap Opera che oggi, con la diffusione di internet e della televisione streaming, si sono trasformate in web serie televisive.

Una vera e propria “droga” messa sul mercato dai re indiscussi della tv commerciale, gli americani. E come è avvenuto in passato, ci stiamo nuovamente plasmando alla nuova tendenza, che per fortuna però risulta economica e divertente. Negli Stati Uniti il consumo in streaming è il loro pane quotidiano, tanto che le grandi industrie cinematografiche stanno iniziando a pensare di spostarsi quasi radicalmente sul terreno “digitale”, disposte a cambiare completamente il loro modello di business a favore delle abitudini dei consumatori.

L’idea, espressa dal Wall Street Journal che sembra quasi più una “premonizione” di quel che probabilmente avverrà, è quella di dimezzare la permanenza del film nei cinema (da 90 a 45 giorni) per poi passare ad una condivisione direttamente online. L’uscita dei nuovi film direttamente online sarebbe naturalmente a fronte di un prezzo più alto rispetto ai film più datati e già disponibili in Rete. Questa è l’unica mossa che grandi industrie cinematografiche (come Warner Bros, Century Fox e Universal) potrebbero adottare come strategia per combattere la competizione dei player digitali come il gigante Netflix.

Oggi, l’industria cinematografica e televisiva trema d’innanzi a giganti del consumo audiovisivo così grandi come Netflix. È giusto quindi e doveroso proteggere il nostro patrimonio che da anni è intaccato da una rivoluzione industriale “commerciale” di stampo statunitense. Ma è pur vero che è molto più comodo, semplice ed economico rimanere seduti sul divano, iscrivendosi online con la propria carta di credito, spendendo poco più di una decina di euro al mese per avere un panorama vastissimo di contenuto audiovisivo.

È forse impossibile fare delle previsioni sul futuro scenario, ma l’unica cosa che possiamo fare è stare a vedere che cosa succederà e probabilmente aspettare il prossimo gigante dello streaming che supererà anche Netflix. La concorrenza unita a tecnologia e intelletto umano non ha mai fine e Netflix ne è la perfetta dimostrazione.

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