Italia delle Regioni

“Salute nelle città: bene comune” per città più sane. “Soddisfatto che questo parere, condiviso da colleghi e Istituzioni, sia stato approvato a larga maggioranza su una tematica così importante che segnerà l’agenda politica di tutte le amministrazioni nei prossimi vent’anni. L’Anci e l’Italia diventano così i principali protagonisti a livello europeo per mettere in atto concrete azioni e interventi per città più sane”. È quanto ha affermato il vicepresidente di Anci e sindaco di Valdengo (Biella), Roberto Pella relatore del parere sulla “Salute nelle città: bene comune” approvato a larga maggioranza l’11 maggio scorso  a Bruxelles, nel corso della sessione plenaria del Comitato delle Regioni.

“Il fenomeno dell’urbanizzazione – ha precisato Pella – pone importanti sfide nelle nostre città dove l’invecchiamento della popolazione, l’impatto del fenomeno migratorio, la sostenibilità del sistema sanitario e di welfare rappresentano uno dei principali temi da affrontare a livello globale. In questa direzione le amministrazioni locali e regionali dovranno guardare ad un nuovo paradigma di governance collaborativa e multilivello dove istituzioni, imprese, organizzazioni della società civile e cittadini possano contribuire alla progettazione di un assetto urbano condiviso, equo e armonico”. Il parere così approvato intende suggerire l’adozione di concreti strumenti per garantire la “Salute nelle Città” come bene comune in seno ad ambiti d’intervento politico prioritario come “la progettazione urbana, la mobilità e il trasporto, l’ambiente e l’alimentazione sana, lo sport, l’attività fisica e l’istruzione secondo un approccio olistico multisettoriale”.

A margine dell’approvazione del testo Pella ha annunciato anche la nascita di un comitato di esperti sul tema della salute che si costituirà in Anci il prossimo 30 maggio e sarà “composto da 25 membri tra sindaci e assessori di città metropolitane e città impegnate in progetti europei nonché da giovani amministratori locali che hanno frequentato la Scuola di formazione Anci (ForsAm) sotto la guida del presidente del Consiglio nazionale dell’associazione Enzo Bianco”. “Il parere approvato ieri a Bruxelles – ha detto Bianco, in qualità di Capo della Delegazione italiana al Comitato europeo delle regioni – sul tema “Salute nelle città, bene comune” è molto importante per la delegazione italiana che ha chiesto con forza che venisse trattato dalla massima rappresentanza europea degli enti locali e regionali”.

Il tutto ha origine dal Manifesto della salute nelle città che l’Anci ha sottoscritto più di un anno fa e “l’assegnazione al sindaco Pella della titolarità del parere – ha sottolineato Bianco – ha  rappresentato la conferma da parte di Anci dell’impegno dei Comuni italiani verso una politica attenta alla salute dei cittadini per il benessere della comunità. Impegno che Roberto Pella – ha continuato il sindaco Bianco – con la fermezza dei principi a cui le città e le Regioni non si possono sottrarre, ha condotto con dedizione fino all’approvazione ieri in Aula”. “A nome della delegazione italiana al Comitato europeo delle regioni – ha concluso – esprimo il nostro apprezzamento per il lavoro svolto dal sindaco di Valdengo e insieme a lui sosterremo il prosieguo dell’iter presso le istituzioni europee.”

Con l’approvazione nella stessa giornata  dell’ 11 maggio del parere sul “Futuro della politica di coesione dopo il 2020” si conferma la scelta di campo di Regioni ed enti locali europei a favore della storica politica dell’Unione Europea.   In una fase delicata per l’Unione arriva un segnale forte di fiducia e sostegno per la principale politica di sviluppo di cui sono titolari le istituzioni comunitarie. “Abbiamo fatto un grande lavoro come delegazione italiana – ha commentato Micaela Fanelli, sindaco di Riccia (Campobasso) e coordinatrice della delegazione italiana al Comitato delle Regioni – e, in particolare, come delegazione dei Comuni. Un doveroso ringraziamento per l’impegno rigorosamente trasversale a tutti i colleghi in primis ad Enzo Bianco, Piero Fassino, Mauro D’Attis, Guido Milana  ed il presidente della commissione Coter, Cattaneo.

Abbiamo sostenuto con forza la necessità delle politiche di coesione – ha continuato Fanelli – che per intenderci sono quelle che in Italia vedono i Comuni secondi beneficiari. Parliamo di cose vere che interessano i cittadini: interventi che fanno fare gli acquedotti nei Comuni, le strade rurali, interventi infrastrutturali, integrazione disoccupati, politiche di inclusione attiva per chi mostra disagi sociali e situazioni di povertà e solitudine”. “Stiamo lottando con forza – ha aggiunto il sindaco di Riccia – perché l’Europa metta queste azioni al centro delle proprie politiche”, ha proseguito Fanelli “abbiamo portato avanti diverse proposte per mantenere invariata la dotazione finanziaria, per riuscire a utilizzare indicatori che servono a fotografare meglio l’Italia come la disoccupazione e i livelli di povertà, rispetto ad altri indicatori come il Pil che non ci fotografano altrettanto bene”.

Fanelli ha poi posto l’accento sulla questione migranti. “Permane comunque qualche criticità ancora irrisolta emersa in particolare al momento del respingimento dell’emendamento italiano che mirava a far in modo che le risorse dei fondi strutturali potessero andare in quei Paesi che attuano i diritti umani e ci riferiamo a quelli che hanno la capacità di accogliere i migranti”. “Ci sono infatti dei Paesi – ha spiegato – che hanno un forte beneficio dai fondi strutturali ma che parallelamente, non vogliono accogliere. Per noi, invece, la Costituzione dei diritti fondamentali è importantissima ed i diritti e i doveri in Europa devono essere paritari per cui chi non tiene in giusto conto questi aspetti non sia beneficiario dei fondi strutturali”.

“Voglio inoltre sottolineare che anche il governo italiano ha sposato questa posizione ed è ovvio, che adesso, dovrà essere portata avanti dal ministro de Vincenti che ha accolto questa sollecitazione. E quindi con soddisfazione – ha concluso – esprimiamo un favore nei confronti del governo italiano che ha deciso di camminare insieme a noi in questa che è una battaglia per rafforzare il cuore bello dell’Europa, vale a dire quello di dare una mano a chi ha bisogno e di non parlare solo di austerità e di questioni finanziarie”.

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