Il sindaco (Film, 1996)

Il sindaco di Ugo Fabrizio Giordani è un film omaggio alla poesia di Eduardo De Filippo, fortemente voluto da Anthony Quinn – molto amico del commediografo napoletano – che conserva l’ossatura del lavoro teatrale, adattandolo al linguaggio cinematografico. Liberamente tratto dalla commedia Il Sindaco del Rione Sanità, sceneggiato da James Carrington (Figli di un dio minore) per conferire verosimiglianza a dialoghi e situazioni.  Una variante non di poco conto rispetto al teatro è la perfetta ambientazione nordamericana negli anni Trenta, anche se interamente ricostruita in teatri di posa e location italiane.

In breve la trama. New York, anni Trenta. In un quartiere italo-americano, il mafioso che conserva un suo codice d’onore, don Antonio Barracano (Quinn), amato e rispettato da tutti, amministra una sorta di giustizia paternalista. Vive in una grande villa con la moglie Armida (Bonaiuto) che non vorrebbe vedere i suoi tre figli seguire la strada del padre e gestisce un grande ristorante dove si celebrerà la festa per il suo settantacinquesimo compleanno. Il suo più grande amico è il medico (Troisi), che ha allevato e adottato, ma che finisce per ribellarsi al padrino manifestando la volontà di tornare in Italia a condurre una vita onesta da pediatra. Don Antonio si occupa di controversie, piccole pendenze del quotidiano, cerca di pacificare i contenziosi, a suo modo è convinto di fare del bene e di scegliere la via della giustizia. Un giorno si trova a dover risolvere una faida familiare, perché il vecchio Santaniello (Citti) ha scacciato di casa figlio (Bova) e compagna incinta (Cucinotta) accusandolo di rubare l’incasso della panetteria. Il fornaio non vuol perdonare il figlio e resiste alle  pressioni di don Antonio che si vede costretto a imporsi con la forza. Purtroppo il sindaco viene colpito a morte dal più giovane avversario che lo prende a tradimento mentre finge di scrivere una cessione a favore del figlio. Finale drammatico con il boss che muore al ristorante, in ogni caso dopo aver messo a posto le cose, pronunciando le famose parole di Eduardo: “Questo mondo cercate di farlo un po’ più quadrato!”.

Il sindaco è un buon film, molto teatrale, ben fotografato in esterni da Rachini che aiuta molto Giordani, regista quarantenne al suo terzo lungometraggio, non molto esperto ma dotato di buon mestiere. Pupi Avati è soltanto produttore, ma la sua mano ispiratrice si sente aleggiare a ogni sequenza e comunque tutta la sua factory è in campo. Girato per gli esterni negli altopiani di Arcinazzo Romano – dove si trova il ristorante della famiglia Barracano – per gli interni nei teatri di posa di Cinecittà, dove è stata ricostruita una credibile Little Italy, con costumi, arredamenti e stupende auto d’epoca. Anthony Quinn ha ottant’anni compiuti ma ha ancora voglia di mettersi in gioco, interpretando un personaggio complesso, da tutti conosciuto con le movenze e la voce di Eduardo De Filippo. Resta il solo attore che avrebbe potuto interpretare la versione americana di don Antonio, come conferma lo stesso regista che ne rimase affascinato non appena lo incontrò. Raul Bova è Eddy, il bell’innamorato in lotta con il padre gaglioffo – un Citti impeccabile – che protegge la sua ragazza incinta, una Cucinotta reduce dai fasti de Il postino.  “Non sono una madre, ma l’immagine della mamma è la più bella che ci sia. E per interpretare il mio ruolo mi sono ispirata a tutte le mamme” ha detto l’attrice, al tempo nel pieno fulgore della sua bellezza mediterranea. Lino Troisi è straordinario nei panni del medico che vuol cambiare vita e tornare in Italia, in ogni caso amico leale di don Antonio, fino alla fine.

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Regia: Ugo Fabrizio Giordani. Soggetto: Eduardo De Filippo (liberamente tratto da Il Sindaco del Rione Sanità).  Adattamento e Sceneggiatura Americana: James Carrington. Fotografia: Pasquale Rachini. Montaggio: Amedeo Salfa. Costumi: Michelle Corazzari, Stephane Bertola. Scenografia. Giuseppe Pirrotta. Musiche: Antonio Di Pofi. Fonico: Raffaele De Luca. Aiuto Regia: Alfredo Arciero. Operatore ala Macchina: Antonio Schiavo – Lena. Fotografo di Scena: Fabrizio Mastracchi Manes. Direttore di Produzione: Angela Ricci. Adattamento Dialoghi: Elisa Galletta, Gianni Molino, Veronica Broezek. Edizioni Musicali: Emi Music Publishing Italia. Negativi: Kodak. Colore: Cinecittà. Girato: Technovision. Mixage: Alberto Doni. Doppiaggio: Mar International. Direttore del Doppiaggio: Marco Guadagno. Produzione: Antonio e Pupi Avati. case di Produzione: Duea Film, Istituto Luce, Rai – Radiotelevisione Italiana. Distribuzione Internazionale: Sacis.  Teatri di Posa: Cinecittà. Interpreti: Anthony Quinn (doppiato da Carlo Alighiero), Anna Bonaiuto, Maria Grazia Cucinotta, Raoul Bova, Franco Citti, Romina Mondello, Lino Troisi, Giuseppe Zarbo, Massimo Bellinzoni, Jack Basehart, Ivan Lucarelli, Piero Nicosia, Gaetano Amato, Gerolamo Alchieri, Pietro Bontempo, Luciana De Falco, Cristiano Marazziti, Renato Rossini, Saverio Laganà, Giovanni Giacobelli, Elisabetta Rocchetti, Maria Luisa Tadei, Chiara Sasso, Paola Perla, Pasquale Renzi, Alexandra Orfei.

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[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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