Tendenze economiche, l’Italia insegue la Spagna?

Madrid – Diffuso dalla Camera di Commercio Italiana per la Spagna il primo Bollettino economico trimestrale del 2017 che mette a confronto i risultati economici di Italia e Spagna rilevati nell’ultimo trimestre dello scorso anno.

Per quanto riguarda il prodotto interno lordo, in Spagna è stata registrata, nell’ultimo trimestre del 2016, una crescita trimestrale dell’0,8 %. In termini annuali, però, la crescita del PIL è inferiore al trimestre precedente, poiché registra un calo del 3,2%. La ragione del calo del PIL spagnolo è stata causata da un minor contributo della domanda nazionale alla crescita aggregata. Vi è inoltre, un ulteriore calo nel ritmo di beni e servizi, in cui si è passato da un 6,4% ad un 2,8%. Lo stesso vale per le importazioni che registrano una netta diminuzione da un 6,6% ad un 5,4%.

In Italia si registrano invece risultati positivi, dove il PIL, nel terzo trimestre del 2016, è cresciuto dello 0,3% in termini congiunturali e dell’1% dal punto di vista tendenziale. Buone percentuali per l’Italia inoltre si riscontrano nell’ambito degli investimenti fissi che salgono di uno 0,8% ed i consumi finali dello 0,2%. Anche le importazioni ed esportazioni segnano un lieve rialzo, rispettivamente 0,1% e 0,7%.

L’Indice di Produzione industriale (IPI) per la Spagna registra, per quasi tutti i settori, tassi di crescita positivi, eccetto per il settore “Energia” che registra un calo, rispetto all’anno precedente, dello 0,4 %, mentre il settore industriale di beni di consumo durevoli registra un aumento del 4,1%, i beni strumentali un aumento del 2,5%, i beni intermedi del 2,3%.

In Italia il valore dellIPI riporta variazioni positive congiunturali in tutti i settori poiché i Beni di Consumo crescono del 2,0%, i beni Strumentali dell’1,1%, i Beni intermedi dello 0,9% ed il settore Energia dello 0,5%. Per l’esattezza, gli indici corretti attestano che nel mese di novembre 2016 vi è stata una crescita tendenziale nei settori Energia, Beni Intermedi e solo un calo dell’ 0,1 % per i Beni di Consumo.

Per quanto riguarda l’indice di prezzi al consumo (IPC), la Spagna mostra risultati positivi, poiché l’indice annuale registrato nel mese di dicembre 2016 è dell’1,6%, nove decimi superiore rispetto a quello del mese precedente. I settori che influiscono maggiormente nell’aumento dell’IPC sono i trasporti con un 4,7%, l’edilizia residenziale con uno 0,8%, il tempo libero e cultura con uno 0,5% ed infine Alimentazione e bevande non alcoliche che arriva ad un rialzo dello 0,8%, ossia quattro decimi in più rispetto al mese precedente.

In Italia anche l’IPC registra un aumento dello 0,5% in termini tendenziali, difatti la crescita dell’inflazione si deve soprattutto alla crescita dei prezzi dei servizi di trasporto con un +2,6%, ai servizi energetici non regolamentati che sono aumentati del 2,4% e dei prodotti alimentari cresciuti di un 1,8%.

La disoccupazione, tema cruciale per entrambi gli Stati, ha un ruolo protagonista in questo Primo bollettino economico del 2017. Il tasso di disoccupazione diminuisce in Spagna di ben 2,27 punti negli ultimi 12 mesi ed arriva al 18,91%. Registrando attualmente un tasso di occupazione pari al 48,07% che cresce nell’ultimo trimestre nei Servizi, nell’industria e nelle costruzioni e diminuisce solo in un settore, quello agricolo. La diminuzione della disoccupazione nel quarto trimestre dello scorso anno è stata del 5,55%. Sostanzialmente tutti i settori hanno contribuito alla diminuzione del tasso di disoccupazione. Risultati positivi, pertanto, per la Spagna.

In Italia, invece, i risultati dal punto di vista occupazionale non sono ugualmente confortanti, poiché il tasso di disoccupazione cresce di quattro decimi su base annuale, arrivando a segnare l’11,6%. Di conseguenza, nemmeno il tasso di occupazione registra risultati positivi. Tra i pochi dati positivi vi è che il tasso di inattività continua a scendere ed è in calo anche il tasso degli inattivi in età tra i 15 ed i 64 anni.

In conclusione, i dati sembrano risultare positivi tanto per l’Italia come per la Spagna (almeno per tassi e valori rilevati) ed inoltre riportano percentuali ed andamenti economici omogenei. Gli unici tassi dissimili sono quelli relativi al Prodotto interno Lordo, dove la Spagna registra, rispetto all’Italia, una crescita inferiore a quella del trimestre precedente e per il tasso di disoccupazione, dove invece è l’Italia ad avere risultati non del tutto di segno positivo, in quanto con  il tasso di disoccupazione in crescita, rallenta ovviamente l’incremento dell’occupazione.

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