La rivoluzione sessuale (Film, 1968)

Riccardo Ghione gira il suo primo film – a parte un invisibile Il limbo (1968) – e non fa niente per mascherarlo: movimenti di macchina incerti e uno zoom protagonista lo tradiscono a sufficienza. La rivoluzione sessuale è un lavoro a soggetto, scritto per dimostrare una tesi, senza badare a coerenza di sceneggiatura, accompagnando le immagini con dialoghi assurdi. Ghione prende un testo scritto nel 1936 dal sessuologo austriaco Wilhelm Reich e lo traduce in sequenze cinematografiche, con la collaborazione del giovane Dario Argento, al tempo abbastanza politicizzato.

In sintesi la trama. Riccardo Cucciolla, un improbabile psicologo seguace delle teorie di Reich, convince sette uomini e sette donne di età diverse a praticare un esperimento in un albergo. A parte la presenza fantascientifica di un marchingegno accumulatore di energia erotica per rigenerare il corpo, la storia si propone di analizzare le tesi di Reich sul libero amore. Cucciolla invita i suoi ospiti ad abbandonare il sentimentalismo, a non curarsi di affetto e amore, affidando le pulsioni erotiche a una specie di sorteggio. L’esperimento avrà esisti tragici, dimostrando che l’amore non è un sentimento innaturale e che non è facile eliminarlo.

La rivoluzione sessuale è un film inconcepibile per uno spettatore contemporaneo a digiuno di teorie sessantottine su libero amore e società piccolo borghese. Procede tra sermoni e discorsi improbabili su sesso, erotismo, impulsi amorosi, scambi di partner. Brevi sequenze erotiche, per niente esplicite, nelle quali spicca una giovanissima Laura Antonelli, al suo quarto film, per la prima volta alle prese con un ruolo vero, interessante, significativo. Il tema portante è lasciarsi andare agli impulsi sessuali, frequentare donne solo per scopi erotici, senza implicazioni sentimentali. Accanto a tutto questo ci sono gli operai che aspirano a diventare piccolo-borghesi, una borghesia inetta, le coppie in crisi, i ragazzini incompresi dagli adulti e innamorati delle donne sbagliate. Non manca una colonna sonora tipica del periodo storico, temi come La rivoluzione e Il nome di Jane, ben arrangiati da Teo Usuelli in un ottimo accompagnamento musicale. Opera datata, dunque, ma interessante per capire come ragionavano quasi cinquant’anni fa i nostri intellettuali e che tipo di mondo abbiamo perduto.

Un film ideologico sull’amore ai tempi della rivoluzione sessuale, tra vecchi borghesi invaghiti di ragazzine, danze psichedeliche, tramonti romantici sul mare, corpi umani nei sacchi come fossero merce, visioni di corpi dorati e colorati di vernice rossa. Pellicola psichedelica, contro le convenzioni coniugali, che si ricorda per alcune sequenze sexy (una finta infermiera in calze bianche e giarrettiere, la seduzione in barca…), per cene afrodisiache con scambi di coppie e sequenze di amore di gruppo. Fotografia in quattro colori (tendente al marrone), macchina a mano, zoom, primi piani eccessivi, piani sequenza poetici, montaggio lento, sceneggiatura folle, dialoghi logorroici, tono da film psicologico.

Ottima la fotografia marina, i tramonti sulla spiaggia di Talamone, ma anche una colonna sonora sinfonica che miscela sonorità beat (yé-yé, shake) a Beethoven e Mozart. Gli attori sono sufficienti, tra i migliori Cucciolla e Antonelli – pur doppiata – mentre Ruggero Miti è modesto nel ruolo da studente impacciato. Inevitabile un finale tragico. Il professore si spinge oltre il limite del comprensibile e viene punito, anche se la moglie continua a stare dalla sua parte. “Voleva liberarci tutti. Voleva dare a tutti la gioia dell’amore”, afferma. Irrimediabilmente datato, ma se state studiando le curiose teorie morali – e immorali – del 1968, è il vostro film.

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Regia: Riccardo Ghione. Soggetto: Riccardo Ghione, ispirato al libro di Wilhelm Reich (The sexual revolution). Sceneggiatura. Riccardo Ghione, Dario Argento. Fotografia: Alessandro D’Eva. Montaggio: Attilio Vincioni. Aiuto Regista: Anna Maria Sbordoni. Segretaria di Edizione: Flavia Vanin. Operatori di Macchina: Carlo Fiore, Eugenio Saluzzi. Fonico: Alessandro Sarandrea. Costumi: Maria Gelmetti. Scenografia: Giulio Cabras. Aiuto Scenografo: Gisella Ghione. Trucco: Franco Schioppa. Parrucchiere: Sergio Gennari. Direttore di Produzione: Sergio Borelli. Produttore Esecutivo: Roberto Palaggi. Produttore. Italo Zingarelli. Casa di Produzione: West Film. Distribuzione: Delta Film. Negativi/Positivi – Effetti Ottici: Spes (Dir. E. Catalucci). Teatri di Posa. De Paolis – Incir (Roma). Registrazione Sonora. Cinefonico Palatino (Roma). Mixage: Mario Morigi. Musica: Teo Usuelli. Edizioni Musicali: RCA Italiana e West Edizioni Musicali. Pezzi musicali: Il nome di Jane, La rivoluzione. Interpreti: Christian Alegny, Laura Antonelli, Maria Luisa Bavastro, Andres José Cruz, Riccardo Cucciolla, Giulio Girola, Lorenza Guerrieri, Guy Heron, Marisa Mantovani, Ruggero Miti, Maria Montero, Rosabianca Scerrino, Mariarosa Sclauzero, Gaspare Zola. Titoli per il mercato estero: The Sexual Revolution, La révolution sexuelle, La revolución sexual, De vilda sänghästarna.

©Futuro Europa®

[NdR – L’autore dell’articolo ha un suo blog “La Cineteca di Caino”]

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