Il Papa a Cuba vede solo comunisti?

Grande spazio sui media italiani per il viaggio del Papa a Cuba. La nostra stampa è di un’ironia involontaria quando scrive che “il Papa argentino pare aver stregato i cubani, vista la folla che segue la visita per le strade e il grande spazio sui media”. I nostri giornalisti fingono di non sapere – oppure, peggio, non sanno – che a Cuba i media sono tutti in mani governative (leggi Partito Comunista) e che la folla viene indirizzata dove ritiene opportuno il potere. Persino i cittadini che devono incontrare il Papa sono scelti da solerti funzionari governativi e di sicuro non sono dissidenti, né persone critiche nei confronti del regime.

Va da sé che chiunque ha incontrato il Papa durante la sua visita a Cuba era persona di provata fede comunista, in ogni caso uomo di apparato, di certo non capitato per caso a contatto con Bergoglio. Cuba è un regime autoritario, una dittatura dove mancano libertà di parola e di movimento, luogo dove i diritti umani restano un’utopia. Mi pare utile ricordarlo, visto che persino il TG1 ha fatto passare il falso messaggio di un Fidel Castro in odor di santità, come un vecchio patriarca libertario, dedito da sempre a difendere i diritti dei più deboli. Cui prodest? L’organo ufficiale del PPC Granma elogia il Papa, si spertica in lodi e complimenti, afferma che Fidel ha avuto parole di condivisione nei confronti della più importante autorità cattolica, finisce per dire che entrambi lavorano nella stessa direzione: l’attenzione alle classi sociali più diseredate.

Certo, non neghiamo l’importanza del Papa nell’operazione di riavvicinamento Cuba-USA, come lo sono stati il cardinale Ortega e certi dissidenti strategici. Tutto questo non deve far dimenticare che il popolo cubano vive dal 1959 sotto una dittatura che non ammette la benché minima deviazione dal pensiero unico. Esiliati, carcerati, uomini e donne in fuga, lo stanno a testimoniare, anche se il regime è diventato più blando, non è più il tempo di dare la caccia agli omosessuali e ai deviazionisti, adesso basta fermare i dissidenti per poche ore e rendere loro la vita difficile.

Bergoglio nel corso del suo viaggio insulare non ha incontrato una sola persona portatrice di un pensiero critico, non ha detto una parola che potesse sembrare fastidiosa per il regime, non ha accennato mai a libertà e democrazia. Siamo consapevoli che ai cubani interessa soprattutto la libertà economica e la possibilità di aprire un fruttuoso mercato in direzione USA, ma da osservatori esterni di una realtà che non finirà mai di stupirci ci aspettavamo altro. Troppo, come al solito. Stiamo a vedere come andrà a finire.

©Futuro Europa®

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1 Commento per "Il Papa a Cuba vede solo comunisti?"

  1. Lupi siamo seri, con chi doveva parlare il papa? con la sua ex paladina yoani, forse bertha soler o peggio elizardo sanchez?

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