Stefano Simone, il nuovo cinema noir italiano

Sta per uscire sul grande schermo – con distribuzione regionale – l’ultimo film di Stefano Simone: Gli scacchi della vita, tratto da un racconto di Gordiano Lupi (pubblicato in Piombino a tavola, Il Foglio Letterario, 2013) di ispirazione bergmaniana (Il settimo sigillo). Abbiamo già parlato del promettente autore pugliese, già alla ribalta con Cappuccetto rosso, Una vita nel mistero, Sophia e Weekend tra amici, distribuiti nella sua regione e nei circuiti televisivi. In attesa di poter commentare il film in maniera dettagliata, abbiamo avvicinato Stefano Simone per una breve intervista.

Da dove nasce l’ispirazione della tua nuova pellicola?

Qualche anno fa lessi il racconto Gli scacchi della vita di Gordiano Lupi e mi piacque molto: capii subito che aveva un ottimo potenziale cinematografico, oltre a essere un chiaro omaggio al cinema di Ingmar Bergman. Dopo aver realizzato il mio terzo lungometraggio Weekend tra amici, decisi finalmente di ricavarne un film.

Tu sei un regista-autore che sceglie le storie ma le modifica, non un mero esecutore materiale. La tua macchina da presa conferisce al racconto per immagini uno stile. Parlaci del cinema che ami e dello stile con cui hai girato il tuo ultimo film.

Rettifico la considerazione di partenza: no, non mi considero un regista-autore e non credo di esserlo sinceramente. Certo cerco sempre di imprimere il più possibile una visione personale al film e al racconto, ma non credo di avere minimamente le credenziali e le doti per essere considerato un autore. Ovviamente non sono neanche uno “shooter”, uno che gira e basta. Mi piacciono molto le storie iperrealistiche, anche se in questo caso la vicenda è condita con elementi soprannaturali. Ho trattato una materia simile anche nel mio lungo d’esordio Una vita nel mistero, film a carattere religioso basato sulla vera storia di un devoto di Padre Pio dove la quotidianità s’intrecciava continuamente con il fantastico. Però, stilisticamente, tendo sempre ad avere un approccio diretto, immediato e di conseguenza realistico. Non a caso, ho deciso di cambiare il (non)luogo in cui si svolge la partita a scacchi tra il protagonista e questa entità misteriosa. Nel racconto tutto ciò avviene in un bellissimo giardino, mentre nel film in una sorta di capannone di periferia. Questo anche per rifuggire da certi cliché.

Gli scacchi della vita - filmI luoghi e i personaggi sono importanti per un noir fantastico

Credo che la scelta dei luoghi degradati fosse molto importante per mettere in evidenza lo stato d’animo del protagonista: tutto sommato, il film è la storia di un ragazzo solo e senza amici che vive nella periferia di una non precisata cittadina. L’unica persona con cui ha un certo rapporto è un barbone, probabilmente suo alter ego.

A quali registi ti sei ispirato e quali autori influenzano il tuo stile?

A parte Bergman, il cineasta che come al solito mi ha influenzato di più è William Friedkin, il mio regista preferito in assoluto. Altre fonti d’ispirazione: Stefano Sollima, Lars von Trier, i fratelli Dardenne.

In questo film dimostri maggiore consapevolezza nella direzione degli attori, ma alcuni interpreti sono dei veri professionisti. Condividi la nostra analisi?

I protagonisti che hanno interpretato il personaggio principale siano stati davvero bravi: sia Michael Segal che Libero Troiano rendono alla perfezione i vari stati d’animo, il primo quando è adulto, il secondo durante l’età adolescenziale. Filippo Totaro invece caratterizza eccellentemente il giocatore di scacchi, molto sopra le righe, a tratti comico, grottesco, verso la fine addirittura tenero, ma sempre con un che di inquietante. In ogni modo, oltre ai tre personaggi principali, son contento della resa interpretativa di tutto il cast, non li elenco ad uno ad uno perché ne sono davvero tanti.

Progetti per il futuro

Ho già in cantiere due film con temi molto attuali e storie e personaggi interessanti, ma al momento sono concentrato sulla preparazione di un documentario a carattere culinario e un videoclip tributo a Kurt Cobain per Ciro Famiglietti.

Non vi perdete Gli scacchi della vita, a gennaio, nei migliori cinema pugliesi e presto in dvd e nei circuiti televisivi privati. Cinema d’autore che incontra il cinema di genere. Non è facile.

©Futuro Europa®

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